QR Code: cosa sono e come funzionano ?

I codici QR, analogamente ai codici a barre di cui sono una evoluzione, trasmettono informazioni attraverso un codice grafico di pixel in bianco e nero. Se un codice a barre è unidimensionale, i codici QR sono invece bidimensionali, cioè l’informazione è veicolata sia dalla lettura della posizione orizzontale che verticale dei pixel, e la loro flessibilità e la robustezza garantiscono che rimarranno un formato molto diffuso nel prossimo futuro.

Un essere umano potrebbe decodificare parti di un codice QR e tradurne manualmente il contenuto, anche se il processo sarebbe generalmente noioso e richiederebbe molto tempo visto che un codice QR può contenere molte più informazioni rispetto a quelle in un codice a barre UPC.

I codici QR possono essere decodificati anche da qualsiasi smartphone o scanner QR e possono contenere qualsiasi stringa di testo, come ad esempio un indirizzo web che una volta decodificato consente di aprire il browser direttamente con quella URL. A differenza dei codici a barre i codici QR includono al loro interno anche una componente di controllo degli errori, il che significa che possono essere decodificati con successo anche se alcune loro parti sono illeggibili.

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Come mettere l’iPhone o l’iPad in modalità DFU

Quando un dispositivo mobile Apple smette di funzionare correttamente e non è possibile ripristinarlo utilizzando il Recovery Mode un metodo alternativo è quello di metterlo in modalità DFU e ripristinarlo.

Mentre il vostro dispositivo è in modalità DFU, che sta per “Device Firmware Update”, non sarà possibile avviarne il sistema operativo, ma il dispositivo sarà comunque in grado di comunicare con iTunes su un PC/Mac e, quindi, potrà essere ripristinato scegliendo se aggiornarlo all’ultima versione di iOS disponibile, se effettuare un downgrade o ripristinare la versione in essere del sistema operativo.

Mettere un dispositivo iOS in modalità DFU richiede la pressione di una combinazione di tasti diversa sui vari dispositivi prodotti da Apple nel tempo (a causa del fatto che Apple ha rimosso il pulsante Home nelle più recenti varianti dei suoi dispositivi). Tuttavia tutti i metodi utilizzano il pulsante di accensione (il pulsante On/Off situato sul lato destro del dispositivo, o sulla parte superiore nelle versioni precedenti) e la differenza è che i modelli più recenti di Apple utilizzano il tasto Volume Down invece del tasto Home per entrare in modalità DFU.

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Android 9.0 Pie su Sony Xperia Z2

Il Sony Xperia Z2 (nome in codice sirius) è stato lanciato sul mercato nel febbraio 2014 con Android 4.4.2 Kitkat ed è stato successivamente aggiornato fino ad Android 6 Marshmallow. Ora però, grazie alla ROM custom “Resurrection Remix” pubblicata su XDA Developers dal “builder” raschad, potete aggiornarlo ad Android 9 Pie !

Per installare una ROM custom sul vostro Sony Xperia Z2 il dispositivo deve avere il bootloader sbloccato (unlocked) e l’ultima versione di TWRP Recovery, modifiche che se non avete già fatto in precedenza (ad esempio perché avete già effettuato il root del vostro telefono) troverete descritte in dettaglio di seguito. Ma prima vediamo in breve le caratteristiche della ROM.

Cos’è la Resurrection Remix ?

La “Resurrection Remix” è una ROM Android 9 personalizzata basata sul codice sorgente delll’Android Open Source Project (AOSP) di Google, il che significa che include tutti gli aggiornamenti del sistema operativo e la sua interfaccia utente è simile a quella dei telefoni Pixel Android. La ROM include anche molte nuove caratteristiche prese dalle altre ROM custom più popolari come Lineage OS, Slim, AOKP, Paranoid Android, ecc. Oltre a ciò fornisce una buona combinazione di prestazioni, personalizzazione, potenza e durata della batteria, tanto da poter far decisamente “riemergere” lo Z2 dal cassetto in cui forse lo avevate riposto.

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Android: 50 imperdibili applicazioni per dispositivi con root

Uno dei motivi per cui le persone amano Android è la sua grande flessibilità per quello che riguarda le personalizzazioni. Temi, launcher, pacchetti di icone, widget o quanto altro possiate desiderare è sicuramente già disponibile sul Google Play Store tra le centinaia di migliaia di applicazioni per cambiare l’aspetto di Android. Ma arriva un momento in cui, finite le personalizzazioni, avete bisogno di più. Ed è qui che il “root” entra in scena.

Potete considerare l’accesso con diritti di “root” analogo all’utilizzo dell’account ‘Amministratore’ in Microsoft Windows, è un account che dà all’utente un controllo completo sul sistema operativo Android. Non solo l’utente potrà cambiarne l’aspetto, ma potrà anche cambiare il modo in cui Android funziona.

Se avete effettuato il rooting del vostro dispositivo e siete alla ricerca di applicazioni utili per prenderne il completo controllo eccovi un elenco delle 50 migliori app (e relativi link al Google Play Store) per dispositivi Android rooted !

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Telegram Cloud – spazio di archiviazione online gratuito e senza limiti [GUIDA]


Al giorno d’oggi i servizi Cloud sono sia una comodità che una necessità e, visto il costante miglioramento sia delle infrastrutture di rete che dei dispositivi, a breve diventeranno davvero perfetti.

Probabilmente conoscete già i diversi servizi di Cloud tra cui scegliere, il loro funzionamento e le loro caratteristiche principali, ma Telegram ha introdotto questa funzionalità in un modo davvero unico: continuando a leggere questo articolo scoprirete come è possibile utilizzare gratuitamente il Cloud illimitato di Telegram.

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Android: 5000 (e più) nomi in codice dei dispositivi

Tutti i dispositivi Android hanno un “codename” (cioè un nome in codice) univoco che viene utilizzato nei progetti di sviluppo e che, in alcune situazioni, è utile conoscere.

Se ad esempio state ricercando una ROM personalizzata, o la giusta versione di TWRP recovery o di CF-Auto-Root per il vostro dispositivo, qui di seguito abbiamo elencato i nomi in codice ed il relativo modello di più di 5000 dispositivi Android (telefoni e tablet) di tutti i principali produttori. I dati, ordinati alfabeticamente, provengono dalla Google Play Developer Console.

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Come individuare la password Wi-Fi della rete in uso [GUIDA]

Il vostro computer è collegato ad una rete Wi-Fi, ma non ricordate più la password ? O forse l’amministratore di rete l’ha inserita direttamente per voi senza rivelarvela ? Ora vorreste collegare un altro dispositivo alla stessa rete WiFi, ma come fare per recuperare la password ?

Potreste inviare una richiesta all’amministratore, oppure aprire il prompt dei comandi sul vostro computer, sia PC Windows, sia MAC, sia Linux, e recuperare la password salvata con un semplice passaggio ! Vediamo come:

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Elementi di Machine Learning: gli algoritmi di base [GUIDA]

L’apprendimento automatico (machine learning) è un campo dell’informatica profondamente diverso dai tradizionali settori computazionali. Nei campi tradizionali gli algoritmi sono infatti insiemi specifici di istruzioni che devono essere eseguite dai computer, istruzioni che non cambieranno nel tempo a meno che uno sviluppatore non le modifichi. Gli algoritmi di machine learning sono invece progettati proprio per cambiare nel tempo in base ai diversi input, ai pesi assegnati alle varie variabili ed ai diversi output.

Algoritmi di machine learning si possono applicare agli ambiti più diversi, dal riconoscimento facciale ai motori di reccomandation, dagli algoritmi predittivi delle fluttuazioni della borsa alle auto a guida autonoma. Il machine learning è infatti applicabile alle più diverse categorie di problemi, ma ovviamente ambiti diversi richiedono algoritmi di apprendimento diversi, algoritmi che differiscono fondamentalmente in base al fatto che gli output siano o meno “etichettati” (labeled), cioè che sia noto o meno a priori l’output atteso, ed a come si vuole che l’algoritmo “impari”.

Due dei metodi di apprendimento automatico più comuni e diffusi sono l’apprendimento supervisionato (supervised learning) e l’apprendimento non supervisionato (unsupervised learning).

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Intelligenza Artificiale: i 10 attuali migliori framework di sviluppo [GUIDA]

L’Intelligenza Artificiale è senza ombra di dubbio il futuro del mondo della programmazione ed infatti, vista la crescente domanda, sempre più sviluppatori stanno approcciando la materia. Ma quali sono i migliori linguaggi/framework/librerie da usare ? Questo è il tema che proveremo a trattare in questa recensione di quelli che ad oggi sono i 10 migliori framework e librerie per l’Intelligenza Artificiale.

Come potete immaginare non tutti i linguaggi di programmazione sono adeguati per l’IA, per esempio molti sviluppatori in Ruby abbandonano tale linguaggio a favore di Python in quanto quest’ultimo è più adatto a tale scopo. I linguaggi più adatti all’IA, come ad esempio C++, offrono diversi framework e librerie tra le quali abbiamo selezionato per voi i seguenti:

– TensorFlow
– Torch
– Caffe
– Theano
– Amazon Machine Learning
– Accord.Net
– Scikit-learn
– Apache Mahout
– Microsoft Cognitive Toolkit
– Keras

Ma analizziamo in breve le caratteristiche di ciascuno e vediamo cosa li rende meritevoli di un posto nella nostra lista.

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150 motori di ricerca su Internet [GUIDA]

Sin dall’inizio dell’era di Internet siamo sommersi da un oceano di informazioni, ma senza un buon motore di ricerca questa immensa quantità di testi, numeri, immagini, filmati, siti, , tweet, ecc. diventa inutile, se non addirittura dannosa, in quanto confonde e spiazza l’utente. Ed i motori di ricerca hanno affrontato un lungo ed arduo viaggio di sviluppo ed evoluzione, nel tempo ne abbiamo visti molti, alcuni sono andati e venuti, altri sono attivi ancora oggi.

La lista che segue è categorizzata secondo la tipologia di utilizzo dei vari motori di ricerca (generali, torrent, blog, libri, nazionali, business, decentralizzati, notizie, open source, persone, lavoro, ecc.) . Ma per quanto ampio sia l’elenco, è per definizione incompleto. Conoscete altri motori di ricerca che vorreste vedere aggiunti? Contattateci e li inseriremo al più presto!

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