Lettori di impronte digitali: come funzionano ?

Da quando gli scanner di impronte digitali sono apparsi per la prima volta sugli smartphone nel 2011 sono diventati praticamente una caratteristica standard. Sono veloci, convenienti e relativamente sicuri dal momento che le nostre impronte digitali sono sufficientemente uniche (a meno che qualcuno non ne realizzi un duplicato ben fatto).

Non esiste un solo tipo di lettore di impronte: alcuni scanner si affidano alla luce, altri all’elettricità ed altri ancora al suono per mappare le creste e le valli delle nostre impronte. I sensori capacitivi (sensori elettronici) sono popolari negli smartphone perché sono precisi, piccoli e veloci, ma le tecnologie ottiche ed a ultrasuoni hanno il vantaggio di consentire anche la scansione “in-display”. Ma cosa succede in quei millisecondi subito dopo aver messo il dito su uno scanner?

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QR Code: cosa sono e come funzionano ?

I codici QR, analogamente ai codici a barre di cui sono una evoluzione, trasmettono informazioni attraverso un codice grafico di pixel in bianco e nero. Se un codice a barre è unidimensionale, i codici QR sono invece bidimensionali, cioè l’informazione è veicolata sia dalla lettura della posizione orizzontale che verticale dei pixel, e la loro flessibilità e la robustezza garantiscono che rimarranno un formato molto diffuso nel prossimo futuro.

Un essere umano potrebbe decodificare parti di un codice QR e tradurne manualmente il contenuto, anche se il processo sarebbe generalmente noioso e richiederebbe molto tempo visto che un codice QR può contenere molte più informazioni rispetto a quelle in un codice a barre UPC.

I codici QR possono essere decodificati anche da qualsiasi smartphone o scanner QR e possono contenere qualsiasi stringa di testo, come ad esempio un indirizzo web che una volta decodificato consente di aprire il browser direttamente con quella URL. A differenza dei codici a barre i codici QR includono al loro interno anche una componente di controllo degli errori, il che significa che possono essere decodificati con successo anche se alcune loro parti sono illeggibili.

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iOS 12.4: Trasferire i propri dati in un nuovo iPhone non è mai stato così semplice

Il recente rilascio di iOS 12.4 ha aggiunto una nuova ed inaspettata funzionalità: gli utenti saranno in grado di trasferire i propri dati tra due dispositivi durante la configurazione di uno di essi. Ed il tutto avverrà anche in modalità wireless !

Fino ad oggi, durante l’impostazione di un nuovo dispositivo iOS, un utente poteva configurarlo come nuovo dispositivo, ripristinare i dati da iCloud o ripristinarli da un backup su iTunes. Ora il tutto può essere gestito anche in modalità wireless se il vecchio dispositivo si trova nelle vicinanze.

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Come mettere l’iPhone o l’iPad in modalità DFU

Quando un dispositivo mobile Apple smette di funzionare correttamente e non è possibile ripristinarlo utilizzando il Recovery Mode un metodo alternativo è quello di metterlo in modalità DFU e ripristinarlo.

Mentre il vostro dispositivo è in modalità DFU, che sta per “Device Firmware Update”, non sarà possibile avviarne il sistema operativo, ma il dispositivo sarà comunque in grado di comunicare con iTunes su un PC/Mac e, quindi, potrà essere ripristinato scegliendo se aggiornarlo all’ultima versione di iOS disponibile, se effettuare un downgrade o ripristinare la versione in essere del sistema operativo.

Mettere un dispositivo iOS in modalità DFU richiede la pressione di una combinazione di tasti diversa sui vari dispositivi prodotti da Apple nel tempo (a causa del fatto che Apple ha rimosso il pulsante Home nelle più recenti varianti dei suoi dispositivi). Tuttavia tutti i metodi utilizzano il pulsante di accensione (il pulsante On/Off situato sul lato destro del dispositivo, o sulla parte superiore nelle versioni precedenti) e la differenza è che i modelli più recenti di Apple utilizzano il tasto Volume Down invece del tasto Home per entrare in modalità DFU.

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Gmail: sapevate che Google tiene traccia dei vostri acquisti ?

Sapevate che Google tiene traccia di gran parte dei vostri acquisti e prenotazioni, anche se li avete effettuati in un hotel, negozio o su Amazon ? Dietro le quinte Google sta infatti da tempo raccogliendo molte informazioni personali dai servizi che utilizzate – come ad esempio la Gmail – ed alcune di esse non possono neppure essere facilmente cancellate.

Se provate ad accedere alla pagina “Acquisiti” del vostro profilo Google troverete una lista accurata di molte – anche se non di tutte – le cose che avete acquistato su Amazon o altri shop online e non. Nel mio caso la lista comprende tutti gli acquisti dal 2014 per i quali le ricevute digitali sono state inviate al mio account Gmail.

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Android 9.0 Pie su Sony Xperia Z2

Il Sony Xperia Z2 (nome in codice sirius) è stato lanciato sul mercato nel febbraio 2014 con Android 4.4.2 Kitkat ed è stato successivamente aggiornato fino ad Android 6 Marshmallow. Ora però, grazie alla ROM custom “Resurrection Remix” pubblicata su XDA Developers dal “builder” raschad, potete aggiornarlo ad Android 9 Pie !

Per installare una ROM custom sul vostro Sony Xperia Z2 il dispositivo deve avere il bootloader sbloccato (unlocked) e l’ultima versione di TWRP Recovery, modifiche che se non avete già fatto in precedenza (ad esempio perché avete già effettuato il root del vostro telefono) troverete descritte in dettaglio di seguito. Ma prima vediamo in breve le caratteristiche della ROM.

Cos’è la Resurrection Remix ?

La “Resurrection Remix” è una ROM Android 9 personalizzata basata sul codice sorgente delll’Android Open Source Project (AOSP) di Google, il che significa che include tutti gli aggiornamenti del sistema operativo e la sua interfaccia utente è simile a quella dei telefoni Pixel Android. La ROM include anche molte nuove caratteristiche prese dalle altre ROM custom più popolari come Lineage OS, Slim, AOKP, Paranoid Android, ecc. Oltre a ciò fornisce una buona combinazione di prestazioni, personalizzazione, potenza e durata della batteria, tanto da poter far decisamente “riemergere” lo Z2 dal cassetto in cui forse lo avevate riposto.

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Android: 50 imperdibili applicazioni per dispositivi con root

Uno dei motivi per cui le persone amano Android è la sua grande flessibilità per quello che riguarda le personalizzazioni. Temi, launcher, pacchetti di icone, widget o quanto altro possiate desiderare è sicuramente già disponibile sul Google Play Store tra le centinaia di migliaia di applicazioni per cambiare l’aspetto di Android. Ma arriva un momento in cui, finite le personalizzazioni, avete bisogno di più. Ed è qui che il “root” entra in scena.

Potete considerare l’accesso con diritti di “root” analogo all’utilizzo dell’account ‘Amministratore’ in Microsoft Windows, è un account che dà all’utente un controllo completo sul sistema operativo Android. Non solo l’utente potrà cambiarne l’aspetto, ma potrà anche cambiare il modo in cui Android funziona.

Se avete effettuato il rooting del vostro dispositivo e siete alla ricerca di applicazioni utili per prenderne il completo controllo eccovi un elenco delle 50 migliori app (e relativi link al Google Play Store) per dispositivi Android rooted !

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MacStories pubblica 150 shortcut per l’automazione delle operazioni su iOS [NEWS]

Pochi conoscono l’automazione delle operazioni su iOS meglio di Federico Viticci, fondatore e caporedattore di MacStories, che ha iniziato a condividere azioni personalizzate per l’applicazione Workflow molto prima che la Apple avviasse il team di sviluppo e la rinominasse in “Shortcuts” (o “Comandi” nella versione italiana).

Da oggi Federico Viticci ha reso pubblico il “MacStories Shortcuts Archive“, una raccolta di oltre 150 shortcut per l’applicazione “Comandi” di Apple da lui creata da zero e generosamente condivisa con tutta la comunità.

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Telegram Cloud – spazio di archiviazione online gratuito e senza limiti [GUIDA]


Al giorno d’oggi i servizi Cloud sono sia una comodità che una necessità e, visto il costante miglioramento sia delle infrastrutture di rete che dei dispositivi, a breve diventeranno davvero perfetti.

Probabilmente conoscete già i diversi servizi di Cloud tra cui scegliere, il loro funzionamento e le loro caratteristiche principali, ma Telegram ha introdotto questa funzionalità in un modo davvero unico: continuando a leggere questo articolo scoprirete come è possibile utilizzare gratuitamente il Cloud illimitato di Telegram.

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Android: 5000 (e più) nomi in codice dei dispositivi

Tutti i dispositivi Android hanno un “codename” (cioè un nome in codice) univoco che viene utilizzato nei progetti di sviluppo e che, in alcune situazioni, è utile conoscere.

Se ad esempio state ricercando una ROM personalizzata, o la giusta versione di TWRP recovery o di CF-Auto-Root per il vostro dispositivo, qui di seguito abbiamo elencato i nomi in codice ed il relativo modello di più di 5000 dispositivi Android (telefoni e tablet) di tutti i principali produttori. I dati, ordinati alfabeticamente, provengono dalla Google Play Developer Console.

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