“Cosa comporta la privacy” in un attualissima intervista di Steve Jobs del 2010 [NEWS]


Steve Jobs ha fatto nella sua vita molti grandi discorsi ed è stato senza dubbio un visionario che, raccontandoci il suo punto di vista sul mondo, molto spesso ci ha stupito anticipando gli eventi. Come in questo caso !

Ma rinfreschiamoci le idee sul tema in questione prima di commentare la sua intervista del 2010: Facebook si è trovata coinvolta nella più grande violazione della privacy sin dalla sua fondazione da quando la Cambridge Analytica, società specializzata in ricerca ed analisi dati, ha illecitamente raccolto informazioni di milioni di utenti e dei loro amici negli Stati Uniti  utilizzandoli per influenzare gli elettori indecisi durante le elezioni di Donald Trump. Questi dati comportamentali sono stati raccolti attraverso una app di quiz che ha sfruttato le autorizzazioni piuttosto “ampie” consentite da Facebook.

Ora, dopo questo incredibile scandalo sulla privacy che è esploso negli ultimi giorni, rivediamo il video tratto dall’intervista di Jobs alla conferenza D8 del 2010.

Ecco cosa ha detto a Kara Swisher e Walt Mossberg:

“Privacy significa che le persone siano informate a cosa si stanno iscrivendo, con una descrizione in un inglese semplice e ripetutamente. Sono un ottimista; Credo che le persone siano intelligenti e che alcune di loro vogliano condividere più dati di quanto facciano gli altri. Chiedeteglielo. Chiedetelo loro ogni volta.

Fate in modo che siano loro a dirvi di smettere di chiedere perché stanchi delle vostre domande. Fate loro sapere esattamente cosa farete con i loro dati.”

Una preveggenza incredibile !

Tim Cook, il CEO di Apple, commentando la “terribile questione” sulla privacy causata da Facebook ha proposto un “regolamento ben congegnato” per affrontare questo problema e rafforzare la privacy dei dati. Ecco cosa ha detto secondo Bloomberg:

“Penso che questa situazione sia così terribile e sia diventata così rilevante che probabilmente è necessario un “regolamento ben congegnato”. La possibilità di conoscere le pagine che abbiamo navigato negli anni, chi sono i nostri contatti, chi sono i loro contatti, le cose che ci piacciono o che non amiamo e ogni altro dettaglio intimo della nostra vita dal mio punto di vista non dovrebbe essere possibile.

Abbiamo temuto per anni che le persone in molti paesi stessero inconsapevolmente fornendo dati probabilmente senza sapere bene cosa stavano facendo e quali loro profili dettagliati venissero costruiti, ed il giorno che qualcosa fosse accaduto la gente sarebbe stata incredibilmente offesa di ciò che era stato fatto loro senza che ne fossero consapevoli. Sfortunatamente questa predizione si è avverata più di una volta.”

Anche i co-fondatori di WhatsApp si sono uniti alla campagna #DeleteFacebook.


Nel frattempo la Federal Trade Commission degli Stati Uniti, insieme ad almeno due procuratori generali, ha già avviato un’indagine sulle pratiche di gestione della  privacy di Facebook, ed anche nel Regno Unito dove stanno verificando se Facebook abbia violato la legge, il Parlamento britannico ha richiesto a Zuckerberg di testimoniare.

Sondaggi su larga scala negli Stati Uniti e in Germania mostrano invece quanto siano diventate diffidenti le persone quando si tratta di fidarsi di Facebook per la gestione dei loro dati.

Un sondaggio condotto da Reuters/Ipsos ha evidenziato che parecchio meno della metà degli intervistati negli Stati Uniti si fida del fatto che Facebook obbedisca alle leggi sulla privacy, mentre il 60% dei tedeschi pensa che i social network come Facebook abbiano un impatto negativo sulla società e sulla democrazia in generale.

Un altro sondaggio di Axios ha rilevato che Facebook ha perso 28 punti sulla scala delle preferenze da ottobre 2017, passando da un punteggio di 33 a 5.

Nel tentativo di scusarsi per la violazione della privacy Facebook ha pubblicato annunci a pagina intera sul Washington Post, sul New York Times, sul Wall Street Journal e su sei giornali britannici. Ecco il testo integrale dell’annuncio:

“Abbiamo la responsabilità di proteggere le tue informazioni. Se non possiamo, non le meritiamo.

Potresti aver sentito parlare di un’app di quiz creata da un ricercatore universitario che ha fatto trapelare nel 2014 dati di Facebook di milioni di persone. Questa è stata una violazione della fiducia, e mi dispiace non aver fatto di più in quel momento. Ora stiamo prendendo provvedimenti per assicurarci che questo non accada di nuovo.

Abbiamo già bloccato app di questo tipo impedendo l’accesso a così tante informazioni. Ora limitiamo i dati a cui accedono le app quando accedi utilizzando Facebook.

Stiamo anche esaminando ogni singola app che ha avuto accesso a grandi quantità di dati prima di considerare risolto il problema. Ci aspettiamo che ce ne siano altre. E quando le individueremo, le escluderemo ed informeremo tutti gli utenti che sono stati coinvolti.

Infine ti ricorderemo a quali app hai consentito l’accesso alle tue informazioni in modo da poter eliminare quelle che non desideri più.

Grazie per aver creduto in questa comunità. Prometto di fare meglio per voi.

Mark Zuckerberg”

Anche Mark Zuckerberg era tra il pubblico quando Jobs è stato intervistato al D8 ed, in realtà, lo stesso CEO di Facebook è stato intervistato sul palco nello stesso evento. E’ interessante vedere oggi la sua performance disastrosa, specialmente vederlo sudare costantemente quando messo alle strette da Mossberg e Swisher sui controlli di privacy di Facebook.

Se non avete avuto modo di vedere la sua intervista al D8  il video seguente  mostra il suo evidente nervosismo quando Walt Mossberg gli ha rivolto la stessa domanda fatta a Jobs: “Cosa è la privacy ?”

Ovviamente è possibile affermare che la privacy è il principale elemento di differenziazione che separa Apple da Google, iOS da Android, ma c’è di più. La posizione intransigente di Apple sulla privacy deriva dal suo modello di business che ruota principalmente intorno alla vendita di hardware. E Google d’altra parte ha costruito una fortuna monetizzando gli utenti attraverso la pubblicità.

In iOS 11.3 una nuova pagina di “spiegazioni sulla privacy” appare nelle app che raccolgono dati, come Maps o Activity, anche se la Apple raccoglie solo una piccola parte dei dati degli utenti rispetto a Google e lo fa utilizzando tecniche di segretezza differenziali che promettono di fornire informazioni dettagliate su grandi numeri senza rivelare o consentire l’identificazione di singole persone.

In caso voleste cancellare definitivamente il vostro account Facebook ecco un manuale con le istruzioni su come procedere:

TUTORIAL:  Come cancellare definitivamente il proprio account Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *